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Il Villaggio San Francesco, a San Carlo è nato dal fervore francescano che ha pervaso il Mugello nella prima metà del '900. L'Ordine Francescano Secolare di San Carlo, una fraternità cattolica di laici, aperta ad ogni ceto di fedeli che cercano di vivere la spiritualità di san Francesco, fin dalla sua fondazione nel 1895 è stato impegnato nel campo dell'apostolato sociale.
La Scuola di San Carlo rappresento un importante momento di emancipazione culturale per il popolo del Mugello. Questa spinta sociale, alimentata dal fuoco francescano, ebbe un impulso eccezionale per l'instancabile opera di un frate cappuccino, amato e venerato come santo da tutti i mugellani, che dal 1917 fu ininterrottamente assistente del Terz'Ordine per oltre 50 anni: padre Massimo da Porretta.
Nel 1926 riuscì ad aprire un primo ricovero per i poveri vecchi del Mugello nei locali di una fattoria che gli era stata lasciata da due benefattori; questo era solo l'inizio, perché da grande amico come era di Padre Pio, si potrebbe dire precursore e quasi ispiratore, non poteva che sognare per i suoi poveri un'opera ben più grande.
Dal 1928 inizio la progettazione e la realizzazione del grande ricovero con una lungimiranza tale che ancor oggi la struttura, a parte i lavori di adeguamento alle normative di legge, si è conservata funzionale ed integra nella sua struttura originale.
I laici francescani, ma anche tutti i mugellani, furono al fianco di padre Massimo in questa ardua impresa. Indipendentemente dalla posizione sociale e dal credo politico tutti vi contribuirono, chi con preghiere, chi donando parte del proprio tempo o del proprio denaro. Impossibile quindi citare ognuno per nome. Mi limito soltanto a ricordare il prof Domenico del Campana e la prof.sa Elena Bandini, primi collaboratori di padre Massimo, che furono rispettivamente ministro e segretaria della Congregazione di San Carlo. Quest'ultima si trasferì poi, come il dotto Guglielmo Sanguinetti, a San Giovanni Rotondo a portare la propria spiritualità, ma anche la propria esperienza, e a svolgere la sua opera accanto al santo padre Pio da Pietrelcina.
Padre Massimo nella sua lungimiranza era anche riuscito a dotare il nuovo grande ricovero di beni immobili, case e terreni frutto di lasciti e di beneficenza, per poter garantire, in tempi di economia prevalentemente rurale, una rendita che in qualche modo ne assicurasse un'amministrazione stabile e tranquilla.
La Congregazione del Terz'Ordine Francescano di San Carlo che dal 1941, proprio per volere di lui, gestisce il ricovero e detti beni, da oltre un decennio, con l'intento di apertura e collaborazione con tutti, ha cercato di sostenere quei movimenti ed associazioni che, impegnati nel campo sociale, operano per affrontare ed alleviare le nuove forme di povertà della nostra società. Ha preso la decisione, infatti, di usare i lasciti ricevuti da padre Massimo per sostenere ed aiutare la gestione della casa di riposo, per scopi di utilità sociale. Per questo sono state cedute in comodato gratuito o in affitto simbolico le case ed i beni, non più necessari per la casa di riposo, a vari gruppi ed associazioni impegnati in questo campo. Oggi possiamo dire che a San Carlo si è creata una rete di opere sociali, ciascuna con una propria identità ed autonomia, impegnate e specializzate in un proprio settore e con un'ulteriore collegamento in rete con altre realtà esterne che le proietta al di là della nostra realtà territoriale.
Questo, anche attraverso gli inserimenti socio-